64 metri quadrati di muro, 35 immagini, 13 scene installate con la tecnica del paste up: questi i numeri del progetto realizzato da Bifido per Cheap, affisso sul muro di cinta della Scuola per l’infanzia Mago Merlino (via Azzo Gardino 63), nel cuore della zona attigua al polo composto dal Parco del Cavaticcio recentemente pedonalizzata.

È un cucciolo di coniglio ad introdurre lo spettatore in Behind the green door, aprendo simbolicamente un varco che traghetta lo spettatore dall’ambito della realtà ad un microcosmo fantastico dove si leggono in filigrana reminiscenze surrealiste e l’influenza di molte fiabe per l’infanzia, in particolare di Andersen.

Come di consueto nelle opere di Bifido, sono i bambini i protagonisti assoluti dell’opera, diventandone anche, in questo caso, i principali destinatari, nel contesto di un vero e proprio omaggio che l’autore ha esplicitamente voluto far loro.

Partendo da scatti fotografici a colori realizzati da lui stesso, Bifido mette in scena, con la stesso principio di frammentazione proprio della fantasia a briglie sciolte, 13 azioni indipendenti intessute di rimandi e simboli. Un grembiule/divisa, che accenna alla conformazione, si sbottona così per lasciar uscire un coniglio che spicca un salto; un uovo sormontato da una candela rimanda ad un quadro di Magritte che simboleggia l’immaginazione; una bimba sull’altalena è posta all’altezza dello sguardo dello spettatore adulto con un’espressione quasi inquisitoria, a ricordare un insolito ribaltamento di prospettiva tra mondo adulto e mondo dell’infanzia; una bimba, accompagnata da un cigno innalza con la mano un anatroccolo, come a voler sottolineare la bellezza dell’essere speciali.

Ancora, gli adulti sono rappresentati senza testa, come nei cartoon di Tom e Jerry di Hanna & Barbera, a sottintendere la volontà di escludere le sovrastrutture di pensiero che si incrostano con l’età, mentre il tema della maternità è suggerito da una bimba che culla una bambola, lasciando al contempo che un altro essere si libri in aria, libero di volare.

Ad interrompere la successione delle scene un fantasma bambino, ironico autoritratto dell’autore stesso, che si erge su una piccola montagna: il mondo sembra poter fare a meno degli artisti, pare chiedere Bifido, che allo stesso tempo fa un riferimento velato alla grande tematica della relazione tra street art e illegalità.