Una rete di percorsi elaborati dai Comuni e dalla Provincia di Bologna, pensata per arrivare al cuore della tradizione e della storia del territorio bolognese, alla scoperta di piccoli centri urbani ricchi di cultura, di arte e di natura e per conoscere i prodotti enogastronomici ed agricoli che sono il fiore all’occhiello di questi luoghi.

Di seguito alcuni itinerari:

1. La Terra di Plebis sulla via del Reno

Percorso che segue il corridoio ecologico del fiume Reno nel territorio di Pieve di Cento fino all’area di riequilibrio ecologico della Bisana e del Bosco della Panfilia. Pieve di Cento si segnala per il centro storico settecentesco ed alcune emergenze medioevali e tardo rinascimentali; di notevole valore il Palazzo Comunale, il Teatro e la Rocca. Significativo l’Istituto della Partecipanza Agraria, uno dei pochi esistenti in Italia, risalente al 1260. Sorta come concessione comunitaria di terreno da parte del signore del luogo a vari capi famiglia che si impegnavano a bonificarlo, dissodarlo e coltivarlo, la Partecipanza agraria ha conservato inalterati fino a oggi le sue istituzioni fondamentali e l’assetto territoriale originario.

2. Fra Reno e Navile

Itinerario che comprende i Comuni di Argelato, Bentivoglio, Castello d’Argile, Castel Maggiore, Galliera, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale. Ci sono sentieri da percorrere in bicicletta o a cavallo e percorsi didattici posti all’interno di aree di interesse maturalistico e di riequilibrio ecologico come La Bisana, le Vasche dell’ex Zuccherificio, il Casone del Partigiano, La Balia e l’Oasi la Rizza Centro Cicogna, il Bosco di Sant’Agostino o Panfilia. Da visitare il Museo della Civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio, i borghi storici e gli edifici antichi a San Giorgio di Piano, Bentivoglio e Castello d’Argile. Aziende agricole, agrituristice e fattorie didattiche propongono i prodotti agricoli locali: la Pera dell’Emilia Romagna Igp, l’Asparago Verde di Altedo Igp, meloni, ortaggi e vini del Reno DOP.

3. Mercato fuori porta

Ecco dove acquistare le primizie della terra fuori dalla città, là dove esse hanno origine, in quella porzione della pianura bolognese rappresentata dai comuni di Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Baricella, Budrio, Molinella, riuniti nell’associazione Terre di Pianura. Il percorso riunisce aziende agricole con vendita diretta dei prodotti (da segnalare la Patata di BolognaDOP), agriturismi, fattorie didattiche. Presenti anche preziose testimonianze artistiche e culturali oltre a quelle dell’agricoltura del passato: i maceri per la fermentazione della canapa e le piantate – filari alberati con vite maritata – che oggi danno rifugio a specie vegetali e animali altrimenti destinate a scomparire e ancora il reticolo della centurazione romana, sopravvissuto e riconoscibile.

4. Agriturismo culturale delle zone umide

Nei Comuni di Medicina e Molinella esistono zone umide e aree protette ricche di flora e fauna acquatica. le aree rinaturalizzate Vallona, Zerbetto, Cooperativa Lavortori della Terra, Barbana e l’Oasi del Quadrone sono biotopi palustri in grado di accogliere e far nidificare numerosi uccelli acquatici migratori, un tempo scomparsi dalla nostra pianura e ora invece presenti e visibili in questi luogi. Edifici storici come la Pieve di Buda e il borgo medievali di Selva malvezzi offrono lo spunto per visite di carattere culturale, mentre il Radiotelescopio Croce del Nord – completato dalla monumentale antenna parabolica – rappresenta il più grande strumento del genere al mondo. Tappa di gusto a Medicina, che celebra la sua Cipolla tipica.

5. La via del pane

Questo percorso nasce come progetto dell’Associazione Montagnamica per recuperare e valorizzare la coltivazione biologica dei cereali diffusa nell’area appenninica bolognese, attraverso la qualificazione dell’intera filiera, dal campo alla tavola. Il gustoso pane montano locale, per la sua alta qualità ed il valore tradizionale e culturale, è diventato il prodotto simbolico che rappresenta i sapori tipici di queste terre di montagna ed è protagonista di un itinerario turistico, culturale e gastronomico. L’Associazione Montagnamica, sorta nel 2003, ha il compito di promuovere e valorizzare il territorio facendo conoscere le attività dei produttori e degli artigiani, definendo i disciplinari e le certificazioni di qualità dei prodotti tipici.

6. Passeggiare a Bargi

Bargi è una piccola e antica frazione dell’Appennino, al tempo di Matilde di Canossa uno dei centi più importanti dell’alva valle del Reno: nei pressi si trovano altri piccoli borghi suggestivi, collegati da un itinerario alla scoperta delle bellezze naturalistiche del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e del Brasimone attraverso i luoghi che ne Medioevo costituivano il passaggio dei pellegrini e dei mercanti verso Roma. Qui si incontrano aziende agricole che propongono prodotti tipici e biologici, agriturismi e ristoranti che offrono piatti tradizionali legati in modo privilegiato al tartufo, delizia presente in abbondanza eni boschi della zonta tanto che Bargi fa parte delle Città del Tartufo. Anche miele, polline, pappa reale e propoli sono “frutti” prelibati di quest’area, in cui opera da vent’anni l’Associazione Apicoltori Val Limentra.