La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna presenta le acquisizioni e le donazioni del biennio 2014-2016 e illustra il suo progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio pittorico bolognese tra Cinquecento e Settecento.
Giovedì 15 settembre alle ore 17.00 inaugura a Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in via Farini 15, la mostra “Felsina sempre pittrice. Acquisizioni d’arte e donazioni 2014 – 2016” a cura di Angelo Mazza, Conservatore delle Raccolte d’arte della Fondazione.

L’esposizione è dedicata ai 30 dipinti raccolti nell’ultimo biennio dalla Fondazione Carisbo, mediante acquisizioni e donazioni di opere risalenti al periodo compreso tra il Cinquecento e il Settecento bolognese. La Fondazione ha compiuto una vera e propria scelta di campo: accantonando momentaneamente le testimonianze artistiche dei “grandi” e già noti – Carracci, Guido Reni e Guercino – si è concentrata sulla ricerca e la riscoperta di artisti “minori”, secondari ai primi solo per celebrità ma non per qualità della pittura.

“Con questa operazione e con la mostra Felsina sempre pittrice” – afferma il Presidente dott. Leone Sibani – “la Fondazione intende accompagnare il pubblico alla riscoperta della storia di Bologna tra Cinquecento e Settecento, ricollocando le opere e gli artisti nel loro contesto storico e sociale d’origine. L’intervento della Fondazione ha inoltre salvato dall’oblio un patrimonio artistico che rischiava di finire disperso e dimenticato dai più”.

Tra i quadri più significativi presentati in mostra si colloca il Ritratto di Ippolita Lambertini Gozzadini (1610 circa), eseguito da Alessandro Tiarini e significativo per la storia del costume, per la personalità dell’effigiata (appartenente ad una delle più influenti famiglie senatorie bolognesi) e per la parentela con papa Lambertini. Questo quadro, scomparso nel 1906 al momento della vendita della collezione Gozzadini, sembrava irrimediabilmente perduto. E’ invece ricomparso nel 2015 a Vienna durante un’asta ed è stato prontamente riconosciuto e acquistato.

Anche il dipinto Rebecca ed Eleazaro al pozzo (1730 – 1735) di Ercole Graziani si può considerare un ritrovamento inaspettato: è stato infatti riscoperto in una galleria privata parigina, dove era stato impropriamente attribuito al pittore Francesco Fernandi detto l’Imperiali. Anche in questo caso, l’intervento degli esperti della Fondazione ha permesso di restituire il dipinto alla sua città.

Questo ritrovamento ha fatto luce su Ercole Graziani, uno dei maggiori pittori del Settecento e principale allievo di Donato Creti.
Di grande interesse anche la tela di Gian Domenico Ferretti con l’Incoronazione della Madonna Immacolata (1727): le indagini effettuate dopo il ritrovamento sembrano confermare la sua identificazione con l’Immacolata che, ancora nel 1816, si trovava nella cappella del Palazzo Vescovile di Imola.
Tra le curiosità della mostra rientra sicuramente la piccola tela Salvator mundi di Elisabetta Sirani: eseguita nel 1658 per il maestro di musica, è presentata per la prima volta al pubblico ed è ancora un’opera inedita per gli studiosi.
Le due sale espositive secondarie di Casa Saraceni saranno allestite con tre opere donate da artisti contemporanei – tra cui si ricorda la tela A perdita d’occhio di Tullio Pericoli – e i 7 dipinti acquisiti dalla Collezione Molinari Pradelli. Questa collezione, raccolta dal noto direttore d’orchestra bolognese, conta alcuni capolavori della natura morta italiana e della pittura di figura.