abitare bologna

Le mura e ciò che esse contengono è a quanto la mente immediatamente conduce quando si pensa a Bologna: ma se quella è la Bologna del passato, quella del futuro cresce fuori porta, irrorata dalle necessità proprie di un cuore pulsante lavorativo ed economico, come è la “Dotta” d’Italia.

Bologna è creatività e stimoli artistici che permeano l’atmosfera poliedrica e affascinante di una città che guarda al nuovo accostando futuristiche forme geometriche al più medievale monumento gotico ed è proprio in quest’ottica che un quartiere come Bolognina assume la sua straordinaria importanza.

Rione storicamente operaio, Bolognina si è fatta carico, negli anni, dell’ambizione di trainare la città di Bologna, con la sua importanza storica universalmente riconosciuta, nella modernità che permetta all’Italia di affacciarsi con dignità nello scenario europeo che il ventunesimo secolo richiede.

Si tratta della zona situata nella periferia nord di Bologna, delimitata a sud dalla stazione di Bologna Centrale, a nord dalla tangenziale J.F. Kennedy, a est dalla Fiera di Bologna e a ovest dall’area dell’ex Mercato ortofrutticolo cittadino, tutti luoghi di interesse di spessore.

abitare BolognaFocolare di integrazione tra le culture, Bolognina è qualcosa di cui Bologna ha bisogno: parla chiaro la situazione immobiliare che deve affrontare chiunque sia intenzionato ad una soluzione abitativa in questa città, dall’acquisto all’affitto che sia. Ad esempio la grande maggioranza degli studenti fuorisede, circa l’80 per cento del totale degli studenti dell’Alma Mater Studiorum, vive la ricerca di un appartamento o una stanza in affitto come una vera e propria odissea. Dalle statistiche, infatti, si evince che Bologna è diventata la terza città più cara in Italia dopo Milano e Roma, con un costo medio per una singola di 350 euro al mese. Se questo può essere in parte ricollegato al boom turistico di cui la città è stata protagonista negli ultimi anni, d’altro canto il vero problema sembra sorgere dall’incontro, o per meglio dire lo scontro, tra una domanda sempre maggiore e un’offerta sempre minore, causata dall’attuale saturazione del centro storico e delle zone limitrofe ai poli universitari, con un conseguente aumento costante dei prezzi. Proprio da queste necessità è emerso l’obbligo per molti di abbandonare l’idea di vivere in centro per spostarsi in periferia, obbligo che negli anni si è trasformato sempre di più in una scelta consapevole e cosciente grazie alla rivalutazione di queste zone e all’implementazione di collegamenti sempre più funzionali ed efficaci con il centro cittadino.  
La ricchezza architettonica a cui Bolognina e chi investe in essa tendono permette una proiezione di una città grande, degna della Londra di Foster, della Varsavia di Libeskind e della Francoforte di Schweger, con un posto d’onore occupato dai progetti del solido gruppo finanziario First Atlantic Real Estate, il quale, in concomitanza con la fondazione della Unicum Living srl, ha proposto nuove costruzioni a Bologna.

Unicum aggiunge un tassello contemporaneo allo skyline bolognese offrendo residenze moderne circondate dalla natura e impreziosite da terrazze, logge, balconi e ampi living luminosi, in una zona che si presenta, ad oggi, come punto di incontro di moltissimi giovani intrattenuti e serviti da botteghe, vinerie e locali sempre nuovi. Per gli scettici che collegano ancora Bolognina ad una realtà legata all’incuria e alla inaccessibilità, si vuole rimandare allo sviluppo che gli investimenti hanno portato in un’area degradata come quella di Sheperd Bush di Londra: Bolognina da zona periferica vuole divenire protagonista della vita economica e immobiliare della città di Bologna e creare il degno contorno di quella che è una struttura importante come il Palazzo Bonaccorso, sede degli uffici comunali, la presenza del quale, come spiega l’inserto sui nuovi investimenti immobiliari di ArreCasa, nobilita tutta la zona circostante.