53 chilometri: è questa la lunghezza complessiva di uno dei “monumenti” più caratteristici di Bologna. Il portico è l’emblema architettonico dello spirito ospitale e conviviale dei bolognesi; uno spazio misto tra pubblico e privato in cui si può apprezzare meglio che in ogni altro luogo l’essenza del buon vivere bolognese.

Il portico nacque dall’uso di “prolungare” verso l’esterno, sulla strada, il solaio del primo piano della propria casa. Questa sporgenza fuo poi sostenuta con travi di legno appoggiare a blocchi di selenite o di pietra, a guisa di stampelle. Dapprima considerato un abuso edilizio, fu poi regolamentato dal Comune che impose l’uso pubblico del portico, benchè realizzato da privati su spazio privato.

Il nostro itinerario parte sempre da Piazza Maggiore e guardando San Petronio, sulla sinistra già è possibile osservare uno dei portici più conosciuti e sicuramente uno dei più frequentati della città: il Portico del Pavaglione. Il so nome deriva dalle parole francesi “pavillon”, ossia padiglione, o “papillon”, farfalla. Va, infatti, ricordato che proprio nella piazza adiacente si trovava il padiglione che accoglierva lo storico mercato dei bozzoli di bachi da seta, della cui lavorazione Bologna era una delle capitali europee.

Dal Pavaglione, dando le spalle a San Petronio, si gira su Via Rizzoli e proseguendo sotto il portico si arriva alle due Torri e all’inizio di Strada Maggiore. Da qui si percorre la via fino a giungere a Santa Maria dei Servi con il suo quadriportico.

Chi vuole proseeguire lungo Strada Maggiore fino a Porta Maggiore, può raggiungere il Portico degli Alemanni, il portico più antico di Bologna “estra moenia” e fu costruito tra il 1619 e il 1631.

Percorrendo a ritrovo Strada Maggiore fino alle due Torri e di qui si imbocca via Zamboni fino ad incrociare sulla sinistra Via Marsala, dove, dopo l’incrocio con Via d’Azeglio, è possibile ammirare quello che è probabilmente il più vecchio portico di Bologna: il portico di Palazzo Grassi.

Pochi passi ancora e siamo in fondo a Via Marsala, dove giriamo a sinistra in Via Indipendenza. Qui, sotto i portici, si trovano decine di negozi d’abbigliamento, calzature e, in genere, di qualsiasi tipologia.

In fondo a via Indipendenza, girando a destra, si percorre via Ugo Bassi fino a Piazza Malpighi, dove, superata la Basilica di San Francesco, si trova il protico dell’ex Convento di San Francesco.

Da Piazza Malpighi, lungo le vie di Nosadella e Saragozza, si può raggiungere il portico più straordinario di Bologna: quello che porta al Santuario della Beata Vergine di San Luca. Il portico di San Luca, costruito a partire dal 1674, si prolunga per 3.800 metri ed è costituito da 666 archi. Lunghezza che pare ne faccia il portico più lungo al mondo oggi esistente.

La tribuna d’ingresso del portico a Porta Saragozza fu costruita nel 1675 su progetto di Giovanni Giacomo Monti. Il tratto da Porta saragozza al Meloncello misura 155o metri, mentre quello di Via De Coubertin e Via della Certosa, 600 metri. L’arco del Meloncello fu costruito nel 1732 su progetto di Carlo Francesco Dotti e congiunge il portico che parte verso San Luca con quello che raggiunge la Certosa.

@fonte: Provincia di Bologna