San Colombano è un complesso canonico costituito da una serie di edifici aggregati nei secoli, a partire dal 610 circa. L’interno a tre navate ospita due affreschi di scuola bolognese del XV secolo, raffiguranti la Madonna in trono col Bambino. L’edificio fu proprietà di diversi ordini religiosi fino alla chiusura in epoca napoleonica. Risale invece al 1951 san-colombano (2)la costruzione dell’adiacente Cappella della Madonna dell’Orazione con il soprastante Oratorio. Il complesso è stato oggetto di un intervento di restauro a partire dal 2005, nel corso del quale sono tornati alla luce una cripta di origine medievale, una sepoltura del XIV secolo e una crocifissione parietale duecentesca.

Il Complesso ospita la collezione di strumenti musicali antici del Maestro Luigi Fertinando Tagliavini, musicologo e musicista nato a Bologna e conosciuto a livello internazionale. Essa abbraccia oltre 90 strumenti musicali antichi costruiti nell’arco di cinque secoli e comprende tra l’altro un prezioso patrimonio di strumenti a tastiera, molti dei quali riccamente decorati; una raccolta di strumenti a fiato e un gruppo di strumenti automatici, quasi tutti in perfetto stato di efficienza.

Nel 1547 un’immagine della Vergine, dipinta nel 1399 dal bolognese lippo di Dalmasio, venne collocata sul muro esterno della Chiesa. Attorno a quest’opera, meta di continui pellegrinaggi, la confraternita della Madonna dell’Orazione fece costruire una cappella dedicata al culto, la cui decorazione fu affidata agli allievi dei Carracci.

san-colombano (3)I restauri del 2007 hanno rivelato l’esistenza di una cripta di orgine medievale, costruita su una fondazione in blocchi di selenite e di calcare. Durante i lavori è riemerso un dipinto murale duecentesco di eccezionale importanza storico-artistica attribuito a Giunta Pisano, raffigurante Cristo in croce fra la Vergine e San Giovanni Evangelista.

san-colombano (1)Nell’Oratorio va in scena quella che lo storico Carlo Cesare Malvasia definì una “gloriosa gara”: un ciclo di affreschi ispirato alla Passione e al Trionfo di Cristo e affidato agli allievi di Ludovico Carracci: Guido Reni, Domenichino, Albani, Massari, Brizio e Garbieri. Il risultato è di grande effetto scenografico: docdici finte aperture che creano l’illusione di catturare lo spettatore all’interno della scena.

Al terzo piano si trova la biblioteca Oscar Mischiati che raccoglie gli oltre diecimila volumi appartenuti al musicologo bolognese e raccoglie repertori e opere generali sulla musica, testi specializzati sull’arte organaria, monografie, dischi, musicassette e CD, riviste, periodici e altri materiali.

Dove si trova:

Via Parigi, 5

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