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10 curiosità su Bologna, tra segreti, leggende e superstizioni

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10 curiosità su Bologna, tra segreti, leggende e superstizioni

La città definita La Dotta, la Grassa, la Rossa custodisce segreti, leggende e storie dimenticate che spesso nemmeno i bolognesi conoscono. In questo articolo ti racconteremo alcune curiosità su Bologna che la rendono ancora più mitica

Le curiosità su Bologna sono tantissime e non potrebbe essere altrimenti. La città ha una lunghissima storia con tanti eventi che custodiscono mille sorprese, leggende e superstizioni. Spesso sono legate a scorci caratteristici a cui gli stessi abitanti sono talmente abituati da darli per scontati.

Spesso sono gli studenti provenienti da altre città a essere i più attenti ricercatori di racconti e curiosità su Bologna che poi provvedono a diffondere, magari quando si trovano a fare da Cicerone per turisti impegnati a visitare la città!

Se anche a te appassionano i segreti, le leggende e le storie dimenticate, continuando a leggere questo articolo scoprirai alcune curiosità bolognesi che rendono la città ancora più mitica. Prendi carta e penna per appuntarti le informazioni e i punti in cui devi fermarti mentre sei in giro.

I Portici più lunghi del mondo

Curiosità su Bologna: 10 cose da sapere e scoprire

Portici di Bologna (Foto © BolognaBO).

A Bologna non hai mai bisogno di un ombrello! Vanta ben 62 chilometri di portici, di cui 42 solo nel centro storico: una lunghezza che rappresenta un primato nel mondo intero.

Da sempre i portici costituiscono un elemento fondamentale dell’architettura cittadina, importanti dal punto di vista storico e culturale ma anche sociologico perchè punto di ritrovo di attività commerciali e di momenti di aggregazione.

Non è un caso che, nel 2021, i alcuni dei portici bolognesi siano stati inseriti nella lista dei siti UNESCO come “esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustra uno o più importanti fasi nella storia umana” (scopri QUI quali portici sono riconosciuti dall’UNESCO).

La lunghezza non è, tuttavia, l’unica curiosità su Bologna e i suoi portici. Sapevate, ad esempio, che sono realizzati in vari materiali? Ci sono quelli in legno di via Marsala o di Strada Maggiore (Casa Isolani), e i “beccadelli” ossia dei portici senza colonna come quello sulla facciata posteriore di Palazzo d’Accursio e nel Palazzo Ghisilardi-Fava. In via D’Azeglio, invece, c’è un portico chiamato “dei Bastardini” perchè qui, fino al 1797, aveva sede l’orfanotrofio mentre il portico dell’Archiginnasio (dove ha sede l’omonima biblioteca) è noto anche come “Pavaglione”.

Il Nettuno: un cinquecentesco “Only fans”

Nettuno è tra le Curiosità su Bologna

La statua del Nettuno in piazza Maggiore (Foto © BolognaBO).

Jean de Boulogne, noto anche come Gianbologna, è lo scultore che nel 1565 creò la celebre statua del Nettuno in Piazza Maggiore. Dietro questo imponente bronzo, ammirato da tutti per la sua indiscutibile bellezza, si nasconde un dettaglio singolare e piccante, legato a una vicenda che all’epoca destò parecchio scalpore. Pare, infatti, che Gianbologna volesse dotare la sua “creatura” di genitali ben più evidenti di quelli attuali ma fu dissuaso dai clericali che avevano commissionato l’opera. L’artista ubbidì ma, da autentico provocatore, inserì un particolare che sarebbe entrato nella leggenda e appassiona folle di turisti.

Giambologna scolpì il bronzo in modo tale che, osservandolo da una determinata angolazione, il pene del dio dei mari apparisse in forma eretta. Se volete notare questo particolare, dovete posizionarvi alle spalle del Nettuno dove si trova la “pietra della vergogna”, ovvero il punto esatto che rivela questo gioco di prospettiva abbastanza “hot“.

Il telefono senza fili nel voltone del Podestà

Sapevi che nel cuore di Bologna puoi comunicare con un’altra persona solo posizionandovi agli angoli opposti di un porticato? Esattamente come un telefono senza fili!

Per sperimentare questa particolarità, dovete recarvi sotto il Palazzo del Podestà, in Piazza Maggiore: collocandovi ai lati opposti delle volte, provate a bisbigliare al muro con un tono di voce bassissimo; l’eco scaturito dalla particolare conformazione architettonica, permette alla voce di passare ed essere percepita fedelmente nonostante la distanza.

Le tre frecce di Strada Maggiore

Camminando lungo Strada Maggiore, al civico 19 c’è l’ingresso di Corte Isolani. In questa posizione, se alzi la testa potrai notare tre frecce medievali conficcate in un angolo annerito del portico. Ma come ci sono finite?

Secondo la leggenda, un nobiluomo commissionò l’assassinio della moglie colpevole di adulterio. Tre arceri incaricati, giunsero di fronte all’abitazione della donna e presero di mira le finestre ma sbagliarono la mira. Il motivo? Di colpo la dama fece cadere le sue vesti mostrandosi totalmente nuda determinando la distrazione dei “sicari”, le cui frecce si conficcarono nella volta del porticato salvando la vita alla donna!

Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia: dove si trova questa scritta?

All’incrocio tra via Indipendenza e via Rizzoli, sulla volta del Canton de’ Fiori c’è questa scritta in latino: Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia ossia: “Il pane è vita, la cannabis è protezione, il vino è allegria”.

Si tratta di una citazione antica che attesta i benefici all’economia della città ottenuti grazie alla coltivazione della canapa. Sarà per questo che a Bologna ci sono tanti canapa shop? Chissà 🙂

Finestrella di via Piella: la piccola Venezia

Il panorama dalla Finestrella di Via Piella (Foto © BolognaBO).

È diventata famosa come “la piccola Venezia” ed è uno dei luoghi bolognesi più instagrammabili e instagrammati. Stiamo parlando della finestrella di via Piella, un affaccio su uno scorcio del canale del Navileche attraversa le antiche abitazioni. Siamo in via Piella 16/a, a pochi passi da Via Indipendenza e, se non fosse diventato un punto inserito in tutte le guide contenenti curiosità su Bologna, passerebbe quasi inosservato. Pochi sanno, inoltre, che questo non è l’unico affaccio sul canale in quanto ce ne sono altri due in via Oberdan e in via Malcontenti.

Anche se è stato riaperta al pubblico nel 1998, la finestra di Via Piella risale al XII secolo quando a Bologna furono creati alcuni canali per la navigazione mercantile ma anche per produrre elettricità necessaria ad alimentare mulini, filatoi per la tessitura della seta, tintorie e altri opifici. Il Canale del Navile, ad esempio, faceva muovere ben 15 mulini ad acqua bolognesi e “la finestrella” serviva a controllare periodicamente il livello dell’acqua nel canale.

Negli ultimi anni si è diffusa la consuetudine di agganciare alla finestrella di via Piella dei lucchetti simili a quelli di Ponte Milvio a Roma.

Basilica di Santo Stefano: perchè si chiama Complesso delle Sette Chiese?

Quali sono le Curiosità su Bologna da sapere e scoprire

L’ingresso della Basilica di Santo Stefano (Foto © BolognaBO).

Una delle piazze più suggestive di Bologna è Santo Stefano, uno spazio circolare con una pavimentazione in pietra che allo sfondo ha l’antica Basilica omonima. Quando si entra nella chiesa, si vive quella magia che tanti edifici del lontano passato ma, in questo caso, si scopre anche di più.

Infatti, all’interno dello stesso complesso, ci sono ben diversi luoghi di culto: la chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Basilica dei Santi Vitale e Agricola e la chiesa della Trinità o del Martyrium. Ancora oggi Santo Stefano è conosciuto come le “Sette Chiese” perchè un tempo, oltre a quelle citate, c’erano altre tre chiese.

Il vaso rotto sulla Torre degli Asinelli

Bologna è famosa per le due torri che si stagliano una accanto all’altra: la Garisenda e la torre degli Asinelli. In cima a quest’ultima pare ci sia un misterioso vaso rotto. Secondo una leggenda, esso rappresenterebbe l’incapacità politica del governo nel risolvere i conflitti cittadini; un’altra, al contrario, ritiene che il vaso rotto indichi proprio il talento dei bolognesi nel risolvere i problemi.

L’Università dei primati

L’Alma Mater Studiorum di Bologna ha origini antiche ed è considerata la prima università del mondo occidentale. Ma non è l’unico primato per la più importante istituzione culturale cittadina.

Sui suoi banchi, infatti, fu insegnato per la prima volta il diritto giustinianeo e successivamente accolse anche studi di retorica, grammatica, medicina, filosofia, astronomia, aritmetica e logica. Nel 1732 l’Ateneo ospitò una delle prime lauree femminili in Italia e qui studiarono anche personaggi illustri come Thomas Becket, Torquato Tasso, Nicolò Copernico, Pico della Mirandola, Giovanni Petrarca, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci, solo per citarne alcuni.

Le superstizioni degli studenti universitari

Sono soprattutto due le superstizioni bolognesi temute dagli studenti universitari. La prima riguarda la Torre degli Asinelli: non bisogna salire in cima prima di aver conseguito la laurea. La seconda stabilisce che lo studente non debba attraversare in diagonale Piazza Maggiore.

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