Bologna, dal punto di vista turistico, è una città apprezzata soprattutto per il suo incantevole centro storico, dove si concentrano la maggior parte delle attrazioni culturali e architettoniche che affondano le loro origini nel Medioevo.

Tra chiese antiche, palazzi di suggestiva bellezza, portici lunghissimi che dal cuore della città conducono fino alle immediate colline, si trovano numerose biblioteche, gallerie d’arte, teatri e cinema che rivelano una spiccata propensione del capoluogo emiliano per la cultura nelle sue varie forme.

Ma c’è un aspetto che molte volte viene trascurato quando si pianifica un’escursione a Bologna e cioè la bellezza del territorio circostante fatto di dolci colline e borghi suggestivi dove si respira il ritmo dei tempi andati, e la natura rigogliosa esprime colori e profumi che si alternano con le stagioni. Fermarsi in questi posti a mangiare le specialità locali, fa riscoprire sapori dimenticati frutto di una tradizione artigianale.

Gli itinerari tra le colline bolognesi sono tanti e sarebbe impossibile descriverli tutti in una sola pagina. Quindi proviamo a valorizzare un percorso che è poco distante dal centro cittadino e che offre una varietà di attrazioni da soddisfare veramente tutti: il Monte Adone che domina le Valli del Savena e del Setta.

Pronti a partire? Attrezziamoci con un comodo abbigliamento da trekking, scarponi confortevoli per non avere disagi ai piedi e una scorta di acqua e di sali minerali per i periodi più caldi.

Per raggiungere il Monte Adone, che si estende per circa 6 km ad anello intorno a Brento (BO), si parte proprio dal centro abitato di questo paesino e, dirigendosi verso Vallazza, si intraprende un lungo sentiero non troppo ripido (CAI 110).

Il paesaggio che si apre è di grande suggestione per effetto di torrioni naturali e di una rigogliosa vegetazione fatta di tanti tipi di piante dove vivono specie animali diverse, tra cui anche di tipo esotico. I resti di molluschi marini e ostriche ci svelano che, anticamente, il territorio fu coperto dal mare che, ritirandosi, ha lasciato i suoi reperti cristallizzati nelle rocce.

Arrivati al pianoro, si scorge una bacheca che richiama i segni della Linea Gotica. Qui fermiamoci un attimo ad ammirare il panorama perché oltre alla bellezza naturalistica e all’aria pulita si può vedere, in lontananza, la maestosità del Corno alle Scale nonché Bologna e i suoi tetti rossi. Il silenzio ci avvolge e ci fa dimenticare che il centro città non è così distante.

Proseguiamo fino a raggiungere la cima del Monte Adone (a 654 metri slm) che riconosceremo per la presenza di una a da una croce. Dopo una sosta ristoratrice, è possibile proseguire la passeggiata per raggiungere le maestose torri a presidio della vetta e che sono state modellate dagli agenti atmosferici.

A questo punto possiamo riprendere la via del ritorno tramite la Valverde fino a Brento, passando per la Fondovalle Savena, con una sosta consigliata al Centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica dove trovano ricovero animali feriti o abbandonati.