Dal 5 all’8 febbraio oltre 300 appuntamenti tra Arte Fiera, università, musei e spazi non convenzionali. Al centro, lo Special Program Il corpo della lingua
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ART CITY Bologna 2026 torna dal 5 all’8 febbraio 2026 con un’edizione che rafforza la sua natura di progetto culturale diffuso e sempre più integrato con la città. Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione promossa dal Comune di Bologna in occasione di Arte Fiera conferma una crescita costante per ampiezza, qualità curatoriale e capacità di coinvolgimento, proponendo oltre 300 appuntamenti tra mostre, performance, talk e installazioni.
«ART CITY Bologna è uno dei momenti più significativi della vita culturale della nostra città. Non è soltanto un grande evento artistico ma un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere la comunità cittadina e di attrarre appassionati, professionisti e visitatori dall’Italia e dal mondo. In questi giorni Bologna si apre, letteralmente, all’arte contemporanea, trasformandosi in un palcoscenico diffuso in cui l’arte diventa occasione di incontro, riflessione e partecipazione. ART CITY Bologna è il segno concreto di una città che vive la cultura non come ornamento, ma come parte essenziale della propria identità civile. Il legame con Arte Fiera rafforza ulteriormente questa visione e valorizza il ruolo di Bologna come capitale della cultura contemporanea. ART CITY Bologna è un laboratorio aperto, accessibile e generoso, in cui l’arte contemporanea diventa strumento di crescita culturale e di costruzione di una comunità sempre più consapevole e internazionale», ha dichiarato in conferenza stampa Matteo Lepore, sindaco di Bologna.

La direzione artistica è affidata per il nono anno consecutivo a Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, mentre il Main Sponsor è il Gruppo Hera. Come da tradizione, ART CITY inaugura in contemporanea con Arte Fiera, che nel 2026 arriva alla 49ª edizione e apre una nuova fase sotto la direzione artistica di Davide Ferri.
«Con ART CITY Bologna 2026 abbiamo scelto di porre al centro il tema della formazione e della trasmissione del sapere, mettendo in dialogo l’arte contemporanea con l’Alma Mater Studiorum –
Università di Bologna. Lo Special Program “Il corpo della lingua”, curato da Caterina Molteni, attraversa luoghi emblematici della città per restituire l’idea di una conoscenza incarnata, sensibile e in continua trasformazione, riaffermando il ruolo di ART CITY come progetto di divulgazione culturale e di valorizzazione del territorio», ha spiegato Lorenzo Balbi.

Lo Special Program e il dialogo con l’Università
Elemento distintivo dell’edizione 2026 è lo Special Program Il corpo della lingua, curato da Caterina Molteni e realizzato in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Il progetto attraversa alcuni dei luoghi più emblematici dell’Ateneo, invitando a riflettere sulla conoscenza come esperienza incarnata, sensibile e relazionale.
Le opere di giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato sono pensate come interventi site specific capaci di attivare una nuova lettura degli spazi: dall’ex Istituto di Zoologia al Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, dalla Fondazione Federico Zeri al Distretto Navile. Gli ambienti universitari diventano parte integrante del racconto artistico bolognese, mettendo in discussione i confini tra sapere, corpo e linguaggio.

Dalla fiera alla città: progetti speciali e nuove commissioni
Il legame tra ART CITY e Arte Fiera si rafforza attraverso una serie di progetti che accompagnano l’esposizione in BolognaFiere, innestandosi nello spazio urbano. Tra questi, l’installazione site specific KOLOSSAL di Marcello Maloberti, collocata in prossimità dell’ingresso della fiera, che accoglie il pubblico con un’immagine simbolica e precaria della città, sospesa tra memoria e tensione verso il futuro.
Accanto alle mostre, un ruolo centrale è svolto dai Book Talk di Arte Fiera, programma dedicato all’editoria d’arte contemporanea, che in collaborazione con ART CITY apre un confronto sui linguaggi della critica, della ricerca e della pubblicazione indipendente.
Musei civici e grandi mostre
Nei giorni della manifestazione, Bologna sarà un vero a proprio museo diffuso. I Musei Civici partecipano con aperture straordinarie, ingressi gratuiti o agevolati e una programmazione composta da memorie storiche e ricerca contemporanea.
Al MAMbo spicca la prima grande retrospettiva istituzionale italiana dedicata a John Giorno, figura centrale della poesia e dell’arte performativa internazionale, mentre Villa delle Rose ospita la mostra Screen Life di Flavio de Marco, riflessione pittorica sullo schermo come nuovo paesaggio del contemporaneo. Al Museo Morandi, il dialogo tra Etel Adnan e Giorgio Morandi mette in relazione due ricerche lontane nel tempo ma affini per sensibilità cromatica e visione.
La White Night e la partecipazione pubblica
Sabato 7 febbraio torna ART CITY White Night, la notte bianca dell’arte che prolunga l’apertura di musei e spazi espositivi fino alle 23, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e informale dell’arte contemporanea. Un appuntamento ormai identitario, che conferma la capacità di ART CITY di coinvolgere pubblici diversi, dai professionisti del settore ai semplici curiosi.
Bologna, città dell’arte contemporanea
ART CITY Bologna 2026 non è quindi un evento di accompagnamento di Arte Fiera ma, negli anni, è sempre più diventato un progetto culturale autonomo che colloca Bologna come città della conoscenza, della sperimentazione e del dialogo.
Per consultare il ricchissimo programma di ART CITY Bologna 2026 è disponibile il sito web www.artcity.bologna.it





