Le vacanze scolastiche cambiano le abitudini di bambini e genitori: smartphone e tablet occupano uno spazio sempre maggiore, mentre le famiglie provano a conciliare lavoro, tempo libero e nuove occasioni di crescita
Le scuole chiudono, i ritmi cambiano e, per molti genitori, inizia una corsa contro il tempo fatta di ferie da incastrare, centri estivi da prenotare e giornate da riempire. È in questo equilibrio sempre più fragile che smartphone, tablet e televisori finiscono spesso per conquistare uno spazio crescente nella quotidianità dei bambini.
Non si tratta soltanto di intrattenimento. Dietro alle ore trascorse davanti a uno schermo si nasconde una questione più complessa, che riguarda l’organizzazione familiare e la difficoltà di trovare alternative quando gli impegni di lavoro continuano anche d’estate.
Secondo una ricerca condotta dalla piattaforma educativa Novakid su quasi mille genitori europei, nei mesi estivi il tempo trascorso dai più piccoli davanti ai display arriva quasi a raddoppiare rispetto al periodo scolastico. Un dato che, però, racconta solo una parte della storia.
La vera sfida, infatti, sembra essere un’altra: costruire giornate capaci di alternare gioco, apprendimento e momenti di socialità quando vengono meno gli orari e le abitudini garantiti dalla scuola. Non a caso, oltre la metà dei genitori intervistati ammette di avere difficoltà nel gestire l’uso dei dispositivi durante le vacanze.
«Molti pensano che il problema sia il numero di ore trascorse davanti agli schermi, ma i dati ci dicono altro: ciò che preoccupa davvero le famiglie è il modo in cui quel tempo viene utilizzato», osserva Max Azarov, CEO e cofondatore di Novakid.
L’estate, del resto, mette in evidenza una trasformazione che riguarda molte famiglie italiane. I nonni non sempre sono disponibili, i centri estivi possono rappresentare un costo importante e le ferie spesso non coincidono con i tre mesi di vacanza scolastica. In questo scenario, il digitale diventa una soluzione pratica, seppure non sempre desiderata.
Il punto, dunque, non sembra essere quello di bandire smartphone e tablet, quanto piuttosto di renderli strumenti più consapevoli. Quasi otto genitori su dieci dichiarano infatti di vivere con maggiore serenità il tempo trascorso online dai figli quando è accompagnato da attività educative o da obiettivi precisi.
Accanto ai videogiochi e ai social, cresce così l’interesse per contenuti interattivi, corsi online, laboratori creativi e piattaforme dedicate all’apprendimento delle lingue, nella convinzione che anche il tempo digitale possa trasformarsi in un’occasione di crescita.
«La scuola svolge un ruolo fondamentale nel dare struttura alle giornate dei bambini», aggiunge Azarov. «Quando quell’organizzazione viene meno, le famiglie si trovano a dover ricostruire da sole nuovi equilibri».
Gli esperti consigliano di evitare contrapposizioni rigide e di puntare piuttosto su alcune semplici strategie: stabilire orari condivisi, alternare attività all’aria aperta e momenti di svago digitale, coinvolgere i bambini nella pianificazione della giornata e mantenere piccole abitudini legate alla lettura o all’apprendimento.
Perché la questione, in fondo, non riguarda soltanto gli schermi. Riguarda il modo in cui le famiglie cercano di riempire un’estate sempre più lunga, conciliando lavoro, tempo libero e il bisogno dei più piccoli di continuare a scoprire il mondo, dentro e fuori da uno schermo.



