A Bologna arriva Pint of Science 2026, l’evento che porta la scienza nei pub italiani

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A Bologna arriva Pint of Science 2026, l’evento che porta la scienza nei pub italiani

Dal 18 al 20 maggio il festival internazionale della divulgazione scientifica coinvolgerà 90 locali in 28 città italiane. A Bologna dodici incontri tra fisica, medicina, ambiente e innovazione

Dal 18 al 20 maggio 2026 la divulgazione scientifica esce dai suoi luoghi istituzionali per entrare in contatto con le persone comuni in occasione della nuova edizione di Pint of Science, il festival internazionale nato nel Regno Unito e oggi presente in 27 Paesi.

L’edizione italiana, l’undicesima dalla sua introduzione nel 2015, coinvolgerà 90 locali distribuiti in 28 città, con oltre 300 ricercatrici e ricercatori chiamati a raccontare il proprio lavoro in modo accessibile, diretto e informale.

Il format rimane fedele alla formula che ha decretato il successo dell’iniziativa: incontri gratuiti nei pub, interventi di circa quaranta minuti e dialogo aperto con il pubblico, senza la distanza tipica dei convegni accademici.

Bologna tra le città protagoniste del festival

Tra le città italiane che accoglieranno gli eventi c’è Bologna, che aderisce a Pint of Science fin dal 2015. Dal 18 al 20 maggio il centro storico ospiterà dodici talk distribuiti in quattro locali cittadini, con appuntamenti sempre alle 19:30 e ingresso gratuito.

L’edizione bolognese sarà articolata attorno a tre grandi aree tematiche: Atoms to Galaxies, dedicata a chimica e fisica; Planet Earth, focalizzata su ambiente, evoluzione e scienze della Terra; e Our Body, dedicata alla medicina e al corpo umano.

Il programma attraverserà discipline molto diverse tra loro, dalla materia oscura al quantum computing, dall’evoluzione ai meccanismi molecolari dei farmaci, fino ai temi della sostenibilità, del restauro artistico e delle biotecnologie. Un mosaico che coinvolge ricercatori dell’Università di Bologna, del CNR, dell’INAF e di altri enti scientifici nazionali.

Un’immagine della scorsa edizione Un’immagine della scorsa edizione (Foto © Associazione Pint of Science).

Dalla materia oscura ai farmaci: il programma del 18 maggio

La prima serata, lunedì 18 maggio, aprirà con quattro incontri in parallelo.

Alla Birreria Popolare di via dal Luzzo 4, Ilse Manet e Marco Agnes del CNR parleranno del glucosio e delle sue applicazioni scientifiche nel talk Il superpotere del glucosio. Al Santo Bevitore (via Galliera 42), Nicola Borghi e Cristiana Spingola dell’INAF accompagneranno il pubblico in un viaggio nel “lato invisibile” dell’Universo.

All’Empire English Pub di via Zamboni 24a , Rebecca Martellotti e Alice Tarozzi dell’Università di Bologna esploreranno il tema degli ambienti estremi terrestri e delle analogie con Marte, mentre all’Hangar Birrerie (via M. Poledrelli, 21) Barbara Zambelli approfondirà i meccanismi molecolari che regolano l’azione dei farmaci.

Evoluzione, arte e cervello per martedì 19 maggio

Martedì 19 maggio gli incontri del festival toccheranno biologia, neuroscienze e innovazione medica.

Alla Birreria Popolare, Mirko Zaffagnini (Università di Bologna) guiderà il pubblico nella “Pinta” della vita, un incontro dedicato ai meccanismi biologici e molecolari che regolano gli organismi viventi.

Nei locali de Il Santo Bevitore in via Galliera, Leonardo Brizi e Chiara Malvaso (Università di Bologna) proporranno invece Scomporre l’Invisibile: Segnali Magnetici tra Arte e Cervello, un talk su neuroscienze, percezione e linguaggi artistici.

All’Empire English Pub di via Zamboni, Andrea Luchetti (Università di Bologna) parlerà di evoluzione e “fossili viventi” con l’incontro Ma ti muovi? Lo slow-mo dell’evoluzione, dedicato ai tempi lunghi dei processi evolutivi e alle specie rimaste quasi immutate nel corso dei millenni.

All’Hangar Birrerie di via M. Poledrelli, infine, Marco Palanca (Università di Bologna) affronterà il tema del design e del riuso in ambito medico con il talk Dell’uomo non si butta via niente!, focalizzato sulle nuove prospettive della sostenibilità applicata alla medicina.

Quantum computing, botanica e biotecnologie: gli incontri del 20 maggio

Mercoledì 20 maggio si chiuderà l’edizione di Pint of Science con una serie di appuntamenti dedicati a sostenibilità, nuove tecnologie, botanica e biotecnologie.

Alla Birreria Popolare, Francesca Ramacciotti (Università di Bologna) presenterà Trattamenti di bellezza nell’arte: nuove soluzioni sostenibili per il restauro, un incontro dedicato alle tecniche innovative applicate alla conservazione delle opere artistiche.

Al pub Il Santo Bevitore, Elisa Ercolessi (Università di Bologna) guiderà il pubblico nel mondo del Quantum computing: una nuova prospettiva, affrontando le potenzialità future del calcolo quantistico e le sue possibili applicazioni scientifiche e tecnologiche.

All’Empire English Pub, Mirko Martini e Mattia Baricordi (Università di Bologna) proporranno FRUTTI, VERDURE E ALTRI EQUIVOCI, un talk divulgativo dedicato alla botanica e alle differenze spesso poco conosciute tra classificazioni scientifiche e uso comune degli alimenti.

All’Hangar Birrerie, infine, Pasquale Marrazzo (Università di Bologna) chiuderà il festival con La Placenta: il tesoro serbato dalle madri, un approfondimento sulle potenzialità biologiche e mediche di questo straordinario organo temporaneo.

Una rete internazionale nata nei laboratori di Londra

Pint of Science nasce nel 2013 da un’idea dei ricercatori Michael Motskin e Praveen Paul dell’Imperial College di Londra. L’obiettivo era portare i ricercatori fuori dai laboratori e creare occasioni di incontro diretto con il pubblico. In poco più di un decennio il progetto si è esteso a oltre 600 città nel mondo e l’Italia è entrata nel network nel 2015 con sei città coinvolte. Oggi il festival copre quasi tutta la penisola, da Torino a Catania, passando per Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo e Trieste.

Il ruolo dei volontari e il sostegno degli enti scientifici

L’edizione 2026 è resa possibile dal lavoro di oltre 300 volontari distribuiti nelle diverse città italiane e dal sostegno di università, centri di ricerca e sponsor nazionali.

Tra i partner principali figurano INFN, presente fin dalla prima edizione italiana, e INAF per l’area Atoms to Galaxies. A Bologna collaborano inoltre enti e realtà come Zanichelli, Fondazione Golinelli e numerosi dipartimenti dell’Università di Bologna.

A sintetizzare lo spirito del festival è Arianna Massaro, presidente di Pint of Science Italia e ricercatrice in Chimica Fisica all’Università Federico II di Napoli:

«Raccontare la ricerca con un linguaggio semplice e inclusivo significa abbattere la distanza tra esperti e curiosi. La scienza, dopotutto, è un’avventura che ci appartiene profondamente».

Contatti

Giovanni Valenti, Coordinatore Città di Bologna Pint of Science Italia. Cell. 3397943562 -g.valenti@unibo.it – info@pintofscience.it

    Info: www.pintofscience.it

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    Avatar Enzo Radunanza
    Giornalista e addetto stampa, scrivo di enogastronomia, viaggi e cultura. Inoltre sono copywriter, consulente SEO e digital media marketer per varie realtà.
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