Nell’estate 2026 la compagnia prevede il suo operativo regionale più ampio di sempre. Crescono anche Forlì, Parma e Rimini dopo l’abolizione dell’addizionale municipale negli scali minori
Bologna si conferma il principale aeroporto Ryanair dell’Emilia-Romagna, ma la novità dell’estate 2026 riguarda l’intero sistema regionale. La compagnia irlandese stamattina ha annunciato il più ampio operativo estivo mai programmato in terra emiliano-romagnola, con oltre 5,3 milioni di posti nella stagione e una crescita del 5% rispetto all’anno scorso.
Il dato più rilevante per Bologna è la conferma del ruolo centrale del Marconi, che resterà lo scalo più importante della compagnia in regione con 63 rotte complessive. Tra queste ci sarà anche una nuova destinazione: Castellón, città della Comunità Valenciana, che entrerà nella programmazione estiva 2026.
La crescita, però, non riguarderà soltanto Bologna. Il piano annunciato da Ryanair prevede infatti un rafforzamento significativo anche degli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini, dopo la decisione della Regione Emilia-Romagna di abolire, dal 1° gennaio 2026, l’addizionale municipale di 6,50 euro applicata in questi tre scali. Una scelta che, secondo la compagnia, ha reso possibile una redistribuzione della crescita sul territorio regionale, favorendo lo sviluppo degli aeroporti minori accanto al consolidamento dell’hub bolognese.
Le rotte Ryanair in Emilia-Romagna
Nel complesso, l’operativo estivo 2026 comprenderà 83 rotte in Emilia-Romagna. Oltre alle 63 da Bologna, Forlì passerà a 3 collegamenti, con due nuove rotte verso Cagliari e Londra Stansted. Parma arriverà a 5 rotte, con tre novità: Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted. Rimini conterà invece 12 collegamenti, tra cui quattro nuove destinazioni: Wrocław, Manchester, Colonia e Catania.
Secondo i dati diffusi dalla compagnia, il nuovo operativo porterà oltre 7 milioni di passeggeri all’anno in Emilia-Romagna e più di 5 milioni nella sola estate 2026. Ryanair stima inoltre 700 mila passeggeri annui aggiuntivi sugli scali regionali interessati dalla crescita e oltre 445 posti di lavoro complessivamente supportati negli aeroporti dell’Emilia-Romagna.
Il rafforzamento di Forlì, Parma e Rimini si inserisce in una strategia più ampia con cui la compagnia irlandese chiede da tempo l’eliminazione dell’addizionale municipale negli aeroporti italiani. L’Emilia-Romagna è la quinta regione ad aver adottato questa scelta, dopo Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia.
Per il territorio regionale, l’effetto potrebbe essere duplice. Da un lato Bologna conserva la funzione di porta principale per i collegamenti internazionali e per il traffico più consistente. Dall’altro, gli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini acquistano maggiore centralità, con nuove rotte pensate per intercettare flussi turistici, mobilità business e collegamenti più distribuiti tra le province.
«Ryanair è lieta di annunciare il suo più grande operativo estivo di sempre in Emilia-Romagna», ha dichiarato in conferenza stampa Eddie Wilson, CEO della compagnia. «Questa crescita fa seguito alla decisione dell’Emilia-Romagna di abolire l’addizionale municipale di 6,50 euro negli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini a partire dal 1° gennaio 2026».
Se il messaggio politico della compagnia resta chiaro, l’abolizione dell’imposta viene presentata come una leva per aumentare rotte, passeggeri e investimenti, la novità per i viaggiatori sarà un ventaglio più ampio di destinazioni tra cui scegliere, con Bologna ancora al centro della rete regionale e gli altri scali pronti a intercettare una quota più ampia di traffico.




