Piovani, emozioni in musica

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Piovani, emozioni in musica

La sala è avvolta nel silenzio, al centro della scena un uomo di spalle, attorno a lui i musicisti, immobili, attendono un cenno.

Quando la sua mano destra si solleva e inizia a muovere la bacchetta, l’aria si riempie di magia.

È il maestro Nicola Piovani, per la prima volta a Bologna con “Piovani dirige Piovani” accompagnato dall’Orchestra sinfonica del Teatro Comunale.
Due ore intense per chi, come me, ha assistito all’evento il 12 marzo nello scenografico Teatro Auditorium Manzoni.

Alzando lo sguardo, il magnifico soffitto Art Nouveau sembra vibrare all’unisono con la sala, mentre le note si susseguono.

Alcune sensazioni, come certi vini, richiedono tempo; vanno lasciate a decantare per poter poi affiorare pienamente. Ecco perché riesco a scriverne solo adesso.

La serata, distinta in due momenti, si è aperta con l’intenso Canto dei neutrini, composizione per violoncello e orchestra d’archi, arpa, celesta e percussioni, con solista Francesco Maria Parazzoli.

Francesco Maria Parazzoli – (Foto © Andrea Ranzi)

Chiudendo gli occhi, il crescendo musicale, sembrava dare forma al movimento di queste minuscole particelle trasformandolo in una danza irregolare e affascinante.

A seguire un altro componimento legato alla scienza, la rapsodia per clarinetto e orchestra in tre movimenti Cyberknife, nome derivato da una macchina usata per la radioterapia con Simone Nicoletta solista al clarinetto.

Simone Nicoletta – (Foto © Andrea Ranzi)

La seconda parte del concerto ha visto protagoniste alcune delle musiche più belle che Piovani ha composto per il cinema: la Suite sinfonica da Lavita è bella e la Suite Fellini.

Per le musiche di La vita è bella nel 1999 vinse il Premio Oscar come miglior colonna sonora.

Quelle note, ancora oggi, continuano ad emozionare profondamente; infatti, il pubblico non ha risparmiato gli applausi.

A degna conclusione, le musiche nate dalla collaborazione con Fellini, il regista riminese per il quale Piovani compose le colonne sonore dei suoi ultimi tre film Intervista, Ginger e Fred e La voce della luna.

È complesso trasformare in parole le mille emozioni della serata. Forse le più adatte le ha scritte proprio Piovani stesso: “La musica è pericolosa, come lo sono tutte le cose profondamente belle: ci cambiano, a volte ci ammaliano di bellezza, come gli innamoramenti adolescenziali… come pericolosi possono essere i nostri incontri con quella bellezza che ha la forza di cambiarci dentro”.

Orchestra Sinfonica Teatro Comunale di Bologna con Piovani – (Foto © Andrea Ranzi)

Testo di Antonella Carbone

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